"Sono tre le piaghe che affliggono il mondo che eliminerei: la Fame, l' Inquinamento... e gli Ex fidanzati!"
Ho sempre cercato di essere un "tipo giusto", ho sempre dato quell'impressione agli estranei, ai nuovi conoscenti... che hanno poi puntualmente cambiato idea continuando a conoscermi meglio. Pian piano, la mia personalità si rivelava, e loro scoprivano che non ero il tipo alla moda che pensavano, o l'alternativo che credevano, o il rude ragazzo di strada che desideravano. Ero, e sono, semplicemente "io". Uno sfigato emotivo, permaloso e geloso, poco attivo e non abile a rimorchiare le ragazze con frasi fatte create ad hoc, tanto stupide quanto efficaci nella moderna società. Un ragazzo qualunque che vive una vita mediocre e quasi priva di aspettative. Quel tipo che alle ragazze va benissimo come rimpiazzo, ma che nessuna vuole come titolare. I bravi ragazzi muoiono soli...
"Questo blog non è un diario. In esso non si leggeranno i miei pensieri, le mie gioie o i miei dolori, non verranno resi pubblici i miei vizi o i miei sentimenti.
Qui al massimo si potrà intuire la mia persona leggendo tra le righe di considerazioni e punti di vista, ma anche di aforismi, citazioni o testi di canzoni. Perchè in fondo, da qualche parte, c'è sempre una frase adatta a riflettere una determinata situazione."
bio
Anni: 23 at 28/06/2007
"Nobody likes you when you're 23"
Hobby: Università
Segno Zodiacale: Cancro
"I nati sotto questo segno alternano in continuazione malinconia e allegria. Dolci, conservatori, enigmatici, gli individui del Cancro temono l'incertezza ed odiano la violenza in tutte le sue forme. Romantici e possessivi, si legano molto alle persone che amano."
Numero Preferito: 21
Colore Preferito:Viola e Amaranto
Drink Preferito: Negroni sbagliato
Canzone Preferita: [Bon Jovi - "Always"]
flows
I grandi spiriti hanno sempre incontrato violenta opposizione da parte delle menti mediocri {Albert Einstein}
Credo fermamente che l'ora più bella per ogni uomo...la completa realizzazione di tutto quello che gli sta più a cuore...sia quel momento in cui, avendo dato l'anima per una buona causa, egli giace esausto sul campo di battaglia...
Vittorioso {Vince Lombardi}
Io sono come la gramigna: quella, anche se bruci il campo, rinasce. Più forte di prima. {Mario Boni}
Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia.
{Oscar Wilde}
Nella vita ho speso un sacco di soldi in alcol, donne e automobili... Il resto l'ho sperperato. {George Best}
C'è un metro e mezzo di marmo tra me e te, forse non ce la faccio a toccarti...ma tu chiamala ancora "puttana"... e io ci provo. {dal film: "L'Ultimo Boyscout"}
Non piaci a nessuno... Sei antipatico a tutti... Sei un fallito... E fà un bel sorriso, stronzo. {dal film: "L'Ultimo Boyscout"}
"In chiesa dicono che bisogna perdonare" "Il perdono è una cosa fra loro e Dio... io provvedo ad organizzare l'incontro!"
{dal film: "Man On Fire"}
Non addio, figliolo... a più tardi
{dal film: "John Q"}
Ti sbagli, io credo in Dio con tutte le mie forze... e lo odio con tutte le mie forze.
{dal film: "Pitch Black"}
"Bè.. sai come si dice: meglio aver amato e perso che non aver amato mai" "..Provaci"
{dal film: "Men In Black"}
Non è importante quanti respiri fai nel corso di una vita... ciò che è importante sono i momenti che il respiro te lo tolgono
{dal film: "Hitch"}
"Non amano i turisti, cerca di passare inosservato" "E come faccio? Ce l'ho mezzo metro più lungo di tutti qui!"
{dal film: "Rush Hour 2"}
Voi donne trovate volgare farci un lavoretto di bocca e quando lo fate per voi è una tragedia greca, ma noi siamo pronti a tuffarci nelle ostriche in qualunque momento, dovunque!
{dal film: "100 Ragazze"}
New York gli sembrava una puttana morta. {Stephen King ne "L'Ombra dello Scorpione"}
If I had another chance, I'd never waste it, ye, I'll try to be a better man {Lit in "Next Time Around"}
What does it take to be number one?
Two is not a winner and Three nobody remembers!
{Nelly in "#1"}
And I can't believe that I'm your man, and I get to kiss you baby just because I can. {Michael Bublè in "Everything"}
Io sono uno di quelli che in fondo ancora ci spera, che se in un Sogno credi tanto prima o poi si avvera {Nesli in "Un Altro Giorno"}
La Speranza, come unica vittoria.
Senza un po' di tagli e di ferite, niente Gloria {Nesli in "Quando Te Ne Vai"}
Grazie di tutto per chi ancora mi sostiene e per chi in faccia sincero mi ha detto di volermi bene. Ringrazio chi non mi ha mai lasciato solo, è anche grazie a voi se son diventato uomo {Asher Kuno in "Parte di Me"}
Solo in un vocabolario il Successo viene prima del Sudore, l'Amplesso sempre dopo dell'Amore {Mistaman in "Adesso Lo So"}
E' una vita che la gente parla a vuoto, gratuitamente non fa mai niente. Certa gente dovrebbe andare a fuoco o crepare in qualche cazzo di incidente {Bassi Maestro in "S.I.C."}
Ho avuto un sogno come Martin Luther: in tutto il mondo non c'erano più sucker {Kaos in "Solo Per Un Giorno"}
Propongo uno studio psichiatrico sui fan dei Negramaro {Francesca "Try"}
Le serie televisive cavalcano l'onda del successo mediatico per molto tempo, cercando di lucrare il più possibile nel periodo della messa in onda a seconda dell'audience che tiran su.
Le serie che si rispettano giungono, senza tagli dei produttori, alla loro ultima stagione, il più delle volte quando gli argomenti proposti cominciano ad annoiare e a decadere. Ma ci sono anche quelle che terminano nonostante abbiano ancora buon seguito e guadagni, preferendo evitare di rovinarle con insulse divagazioni (che vengono poi comunque mandate in onda sottoforma dei cosidetti spin-off, ovvero i "seguiti", che il più delle volte sono degli emeriti flop. L'esempio classico è Joey, lo spin-off di Friends, che ha ottenuto il giusto insuccesso che doveva avere, lasciando la gloria al precedente telefilm, il quale Riposava In Pace...)
Da parte mia, noto ormai in questo "spazio virtuale" lo stesso tipo di decadimento d'argomenti, oltre che d'interesse dello "sceneggiatore", che ho pocanzi menzionato nella premessa telefilmistica.
Insomma, se grandi serie televisive come Scrubs giungono alla fine dopo sette stagioni (non è ancora sicuro che la settima sia l'ultima, ma i rumors pare confermino), posso tranquillamente mettermi il cuore in pace se questa mia "serie personale" è comunque arrivata al termine della quarta.
E che nessuno faccia il pignolo dicendo che ho iniziato quando era già metà 2004.
La musica ha il particolare dono di essere poetica, questo lo sanno tutti perchè chiunque ha provato quella sensazione, quel momento di emozione precisa che si sente quando si riascolta un vecchio brano, una canzone che ci è rimasta impressa in un determinato periodo.
La musica ha anche il dono di aprire la mente ai ricordi. Alzi la mano (simbolicamente), colui al quale non è mai successo di sentire una canzone e rivivere, attraverso le sue note ed il suo testo, un determinato momento della vita, nonchè i ricordi ad esso legati. Posso immaginare che non ci sia alcuna mano alzata, o che siano molto ma molto rare.
Per questo motivo, la cosa che volevo fare nell' ultima puntata è una sorta di rivisitazione del 2007 (anche se già lo fanno quasi tutti i programmi tv), mese per mese, ma non raccontando i fatti accaduti, bensì citando semplicemente una canzone a cui sono legati i miei ricordi di quel periodo.
La cosa assicuro che ha il suo fascino, anche se fa effetto solo su chi scrive, poichè egli è l'unico a sapere cosa prova nel rivivere i ricordi legati a quelle canzoni. Lo ha meno su chi legge, poichè tranne in alcuni casi, il lettore non ha vissuto assieme a chi scrive gli stessi momenti, e non ha gli stessi ricordi.
Ma al di là di questo, resta comunque, a mio avviso, una degna conclusione ad una "serie" che, chi più chi meno, ha appassionato vari lettori e che, in alcuni veri "appassionati", potrà comunque restare in vita sottoforma di ricordo senza limiti di spazio e tempo.
Perchè come dice la canzone qui accanto: "sooner or later, we'll be looking back on everything".
E dunque ecco il mio TwoThousandAndSeven in musica.
Gennaio: "I Call It Love" - Lionel Ritchie
"baby, I don't know what love is. maybe I'm a fool
I just know what I'm feeling, and it's all because of you"
Febbraio: "How To Save A Life" - The Fray
"and I would have stayed up, with you all night
had I known, how to save a life?"
Marzo: "Collide" - Howie Day
"out of the doubts that fills your mind
you're finally find, you and I... collide"
Aprile: "Whistle For The Choir" - The Fratellis
"no you don't even know me
you're so sweet to try, oh my, you caught my eye
a girl like you is just irresistible"
Maggio: "Oro Nero" - Otto Ohm
"quando ami per davvero, non ti basterà il futuro
vuoi soltanto avere lei che vale più dell'oro nero"
Giugno: "One Thing" - Finger Eleven
"if I traded it all, if I gave it all away for one thing, just for one thing
if I sorted it out, if I knew all about this one thing
wouldn’t that be something"
Luglio: "Goodbye My Lover" - James Blunt
"I'd be the father of your child, I'd spend my lifetime with you...
goodbye my lover, goodbye my friend
you have been the one, you have been the one for me"
Agosto: "Something Pretty" - Patrick Park
"at the most I'm a glare. I'm the hopeless son who's hardly there
I'm the open sign that's always busted
I'm the friend you need but can't be trusted"
Settembre: "Di Sana Pianta" - J-Ax
"un giorno, di sana pianta, incontri un'altra, e tutto si ribalta
un giorno, di sana pianta, ci sbatti contro, vedrai che il vento cambia"
Ottobre: "Over My Head" - The Fray
"everyone knows I'm in over my head, over my head
with eight seconds left in overtime, she's on your mind
she's on your mind"
Novembre: "Nothing But" - Skin
"please ignore the particular way I smile
take no notice of the blood on the lip I bite
I'm still your friend, there's no denying"
Dicembre: "Hold On Hope" - Guided By Voices
"everybody's got an hold on hope
it's the last thing, that's holding me"
This is... - T.h.E. E.n.D. -
Ma prima, un'ultima cosa in merito al 2007.
Le 3 migliori date: 20 giugno. 17 marzo. 13 luglio. Il mese migliore: Giugno Il mese peggiore: Agosto Primo ricordo che viene in mente: 23 maggio, finale champions league ad Atene. Io c'ero (cit.) Ricordo più spiacevole: Il tradimento di uno dei migliori amici. Qualcosa da non rifare: Illudermi troppo Qualcosa da rifare: Trasferirmi Film: Elizabethtown Libro: Ma le stelle quante sono? Serie: Prison Break Cosa che fa più paura: Usando una citazione:
Dr. Kelso: "Dottoressa Reid, il nostro psicologo Burke ha dovuto annullare il suo discorso di stasera sulla paura di parlare in pubblico."
Elliott: "Perchè? Aveva "paura" di parlare in pubblico?"
Dr. Kelso: "No. La sua depressione purtroppo ha avuto la meglio e si è impiccato..."
2008 is coming soon... 2008 come quel vecchio programma di Andrea Pezzi di qualche anno fa che nessuno vedeva ma che, per qualche oscura ragione, a me è rimasto impresso indelebilmente.
Chissà se sta cosa ha un senso...
Si vedrà.
Ho scritto una sola volta in questo blog nel giorno del compleanno di mio padre; oh, non fraintendetemi, dato il mio sempre più crescente distacco dal "mondo esterno", qualsiasi di questi ultimi cinque giorni duemilasettiani valeva l'altro; tuttavia nello scegliere un giorno per l'ultimo post tanto valeva prendere quello che aveva un minimo di senso in più degli altri. Non che mio padre legga questo blog, probabilmente nemmeno sa cosa sia un blog, e sicuramente non potrà leggerlo in futuro, ma già che ci sono: "Auguri Papà".
Pensando ai fineanno non può che venirmi in mente il "fare propositi" tipico della maggior parte delle persone. Lo facevo anche io, figuriamoci se non lo so... ma quest'anno non lo farò.
Insomma, l'unica differenza tra il 31 dicembre e il 1 gennaio è che sui calendari ci sarà una data annuale scritta diversamente, mentre per il nostro calendario biologico non cambierà assolutamente niente il passaggio da un giorno a un altro. Inutile quindi affidarsi ad un semplice cambio di data per sussurrare al vento i propri sogni e le proprie speranze, anche se caratterialmente si è esattamente quel tipo di persona.
Certo, se proprio dovessi sperare che qualcosa si avveri, stavolta vorrei soltanto che si equilibrasse il mio destino karmico.
Non si dica che credo nel Karma; credere è una parola grossa che in me è andata lentamente scemando nel tempo in ogni suo senso, diciamo che sono un "fan" del Karma, come Earl.
Mi piace pensare (non ho scritto apposta "credere"), che cose astratte come le coincidenze, il caso e la fortuna, siano parte del Destino, e che ci sia davvero un equilibrio tra bene e male, ying e yang.
Poi ognuno lo chiama come vuole: Dio, Allah, Buddha, Visnù... nessun problema.
E se fosse vero questo ragionamento... io credo, non troppo modestamente diciamo, di avere un credito da riscuotere col Karma. Per cui se proprio dovessi sperare in un avvenimento duemilaottesco, sarebbe questo riequilibrio. Venir ripagato in gioie dei fallimenti finora vissuti. Nient'altro.
Per il resto invece, non servono amuleti, idoli, credenze religiose; ognuno deve fare il suo. Se si vuole chiudere un anno e avere quello successivo con propositi avverati non bisogna "sperare" che succedano, ma convincersi a chiudere la porta e aprire quella dopo.
Forse la penso così perchè sono a metà del "mio mese terapeutico", e ho già anticipato tempo fa le cose che si dicono di voler cambiare quando ci si affaccia al nuovo anno... chissà.
Per me, entrare nel 2008 e guardarsi indietro, non sarà altro che vedere lo stesso scenario riproposto da quattro anni ormai, per cui è forse per questo che ripongo ormai poca fiducia nei cambiamenti.
Allora meglio guardare avanti, al processo di maturazione da affrontare... anche se teoricamente manca un anno ancora (non ho mai svelato della mia strana convinzione insita dai tempi del liceo, ossia che il mio passaggio da adolescente ad adulto sarebbe stato a 25 anni... ora l'ho fatto, e posso certamente prendermi del cretino, perchè ho appena finito di dire che non bisogna essere convinti che una data, un numero, rappresenti un cambiamento.
Ah, dato che siamo in vena di confidenze: da piccolo, a 8 anni, pensavo anche che a 13 sarei morto di una morte orribile, e infatti quell'anno in terza media me lo son vissuto scazzatissimo, perchè "tanto dovevo morire".
Ho una mania compulsiva in merito ai miei capelli, dai quali credo fortemente dipenda il mio "essere carino o bruttissimo", infatti non esco di casa senza gel.
Ecco, a questo punto credo di aver svelato molti segreti, mancherebbe solo quello della "canzone che vorrei mi fosse dedicata da una ragazza", ma paradossalmente è ciò che non svelerò mai, non tanto perchè sia una cosa importante, in realtà non conta un cazzo, ma solo per l'assurda mia convinzione che se una ragazza la indovinasse sarebbe colei che dovrei assolutamente sposare!
Chiudiamo questa parentesi di follia).
Nell'andare avanti però c'è sempre un passato da lasciarsi indietro, e dopo varie divagazioni posso andare a chiudere sul focus vero del post, ossia il giusto tributo ai (pochi a dire il vero) momenti belli che ho vissuto negli anni passati fino ad oggi.
Momenti che riguardano coloro che mi sono stati accanto più di chiunque altro, più della mia famiglia stessa, e anche se oramai non c'è più lo stesso affiatamento, lo stesso attaccamento e soprattutto la stessa amicizia per via di vari episodi inevitabili della vita... fanno comunque parte dei miei migliori ricordi.
Ricordi che riguardano coloro che posso chiamare "AMICI".
Every memory of looking out the back door
I had the photo album spread out on my bedroom floor
It’s hard to say it. Time to say it Goodbye, goodbye
Every memory of walking out the front door
I found the photo of the friend that I was looking for
It's hard to say it. Time to say it
Goodbye
Forse oggi sarà storico, perchè per la prima volta dopo tanto tempo su questo spazio virtuale, cercherò di trattare un argomento molto serio, in modo ancora più serio.
Non che tutto ciò che ho scritto finora sia sempre stato vuoto o inutile, si può discutere il mio modo poco filosofico e non troppo "politically correct" di esprimermi, ma molti contenuti di ciò che ho scritto avevano il loro significato tra le righe.
Per trattare questo di argomento, però, ho bisogno di una forte premessa, una premessa per posizionare tutti sullo stesso grado di conoscenza base del contenuto, che sarà poi sicuramente già conosciuto in modo più approfondito da alcuni, e magari meno da altri.
Innanzitutto quindi, spendiamo due paroline per definire la depressione, che, come non tutti in realtà sanno, è una vera e propria malattia.
Per aiutarci a comprendere il concetto ci sono, come sempre, migliaia di siti internet che trattano l'argomento e possono offrirci quel minimo scalino di conoscenza in più su questo disagio.
Ma è effettivamente il caso di chiarire bene questa differenza tra stato d'animo e patologia, per coloro che fino ad ora sono sempre stati convinti che la depressione fosse solamente un momento, più o meno passeggero, di abbassamento dell'umore scatenato da tristi eventi temporanei.
Una delle tante definizioni trovabili in rete, ci dice che:
"La depressione, nella classificazione medica, rientra nei disturbi dell'umore. L'umore può essere stabile oppure può variare lievemente, anche nel corso di una stessa giornata, perché influenzato positivamente o negativamente dall'ambiente esterno e dalle situazioni incontrate. Quando però il tono dell'umore è marcatamente rivolto verso il “basso” si entra nel campo della patologia, si parla cioè di depressione come vera e propria malattia, e non come stato d'animo passeggero. Con il termine depressione, in realtà, non ci si riferisce ad una patologia univoca ma a una serie di disturbi, distinti tra loro, che presentano però alcune caratteristiche comuni."
wikipedia: "Criteri per la diagnosi di depressione maggiore (unipolare):
Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto o come osservato da altri.
Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno.
Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno.
Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.
Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno.
Affaticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno.
Sentimenti di autosvalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa quasi ogni giorno.
Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni, quasi ogni giorno.
Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, oppure un tentativo di suicidio o l'elaborazione di un piano specifico per commettere suicidio. "
Certo, a tutti può capitare il classico "momento no", che ci rende tristi nell'immediato ma che col tempo è destinato a passare e svanire. Non è quindi questo il caso in cui si possa definire qualcuno come "ammalato" di depressione.
Se invece prendessimo qualcuno che magari ha passato gli anni della sua adolescenza come un fantasma, chiuso in sè stesso e in compagnia della solitudine, quasi senza alcuna considerazione da parte degli altri, e che, negli ultimi quattro anni invece di "rinascere" ha sbattuto la faccia contro una serie di esperienze affettive rivelatesi illusorie e fallimentari, nonchè talmente devastanti a livello psicofisico da indurlo a non fidarsi più delle parole di qualsiasi essere di sesso femminile... bè, in questo caso credo si possa essere abbastanza sicuri di poter considerare la sua malinconia come depressione.
Sicuramente un simil tipo di persona dev'essere aiutata; ma come?
Se siete convinti che il buon vecchio consiglio dell' "esci, non ci pensare e divertiti", possa servire a qualcosa, allora siete molto lontani dal fornire un adeguato aiuto. E' un falso mito.
Si, certo, è utilissimo finchè si tratta di tristezza temporanea, in questo caso può bastare la classica serata con amici, contornata da classiche parole di conforto, e poi tutto passa. Ma se si tratta di casi cronici, allora servono approcci più seri.
A volte serve solo sfogarsi, parlare con amici e conoscenti o, meglio ancora, con completi estranei come lo psicologo; di fatto la psicoterapia è un ottimo metodo per affrontare il problema... ma la psicoterapia ha lo svantaggio del costo, non solo il vantaggio di essere il miglior strumento di guarigione.
Per far fronte a questo svantaggio, a dare una mano entrano in gioco gli psicofarmaci...
Questa lunga premessa era a mio avviso necessaria per far entrare il lettore nella giusta ottica d'approccio al discorso vero, che riguarda me. In questo modo spero di poter evitare di leggere i soliti commenti fatti di paroloni vuoti o aria fritta.
Io scrivo questo post per un motivo che è semplicissimo: sono malato di depressione.
Non saprei con certezza affermare da quanto, probabilmente da molto tempo, ma per qualche ragione sono sempre riuscito a tenere sotto controllo la mia depressione, che c'era ma che era comunque lieve negli anni passati; anche perchè non avuto molte esperienze davvero "traumatizzanti" come lutti, incidenti, eccetera.
Ultimamente però la cosa "è andata un po' a sud", per dirla alla Federico Buffa.
Io credo che la norma dovrebbe essere che una persona, di base, stia bene, sia felice e serena e che, a volte, incappi in alcuni momenti tristi. Sono inevitabili e fanno parte del gioco, ci sono per tutti e per tutti passano, facendo tornare la persona che ne ha sofferto, alla normalità.
Quando però ci si rende conto che la situazione è magicamente capovolta, ovvero che la norma non è stare sereni, ma tristi e depressi, e che sono i momenti belli ad essere estemporanei e poco duraturi, facendo tornare la persona al livello base di tristezza e depressione una volta finiti, allora si è autorizzati a cominciare a pensare che qualcosa che non va ci deve essere.
E questa è esattamente la mia attuale situazione; quella che denuncio qui, in pubblico, ora, perchè la maggior parte dei conoscenti (o dei presunti tali), che si interessano a me e al mio quotidiano, lo fanno usando questo canale comunicativo.
Ora però, se arrivati a questo punto avete pensato: "ora scrive la solita tristezza per farsi compatire dal mondo e sentirsi dare ragione", allora devo informarvi che se vi stavate reputando miei amici o conoscenti, avete toppato alla grande. Per questo motivo potreste anche smettere ora di pensare di conoscermi davvero, e chiudere qui ogni tipo di rapporto che eravate convinti di avere col sottoscritto.
Ma torniamo al discorso.
C'è poco da dire. Sono attualmente in cura con un farmaco antidepressivo, di cui do un paio di nozioni tecniche generali avvalendomi del solito, ottimo, aiuto fornito da wikipedia.
"Antidepressivi SSRI (Selective serotonin reuptake inhibitors; inibitori della Ricaptazione (re-uptake) della serotonina).
...
Tali farmaci vengono utilizzati di norma in psichiatria per la terapia di patologie quali disturbo ossessivo-compulsivo o depressione, in quanto, impedendo la normale ricaptazione ed eliminazione fisiologica della serotonina, sono in grado di contrastare l'eventuale deficit di questo neurotrasmettitore, riequilibrando dal punto di vista strettamente organico i disturbi generati dalla sua eventuale carenza.
Per essere efficace, l'assunzione dei farmaci SSRI deve essere prolungata di norma per almeno 15-20 giorni.
Non creando dipendenza e tolleranza al farmaco vengono preferiti agli ansiolitici nella cura del disturbo d'ansia generalizzato (GAD)."
I motivi per i quali ho rivelato questa mia condizione, sono diversi.
E' risaputo che in questo blog sono sempre stato attento a non rivelare mai molto dei fatti miei, per via del mio essere riservato e un po' timido, e per la diffidenza crescente verso gli altri che ho maturato nel tempo. Perchè allora questa rivelazione?
Perchè mi è stato suggerito di parlarne.
Vero che qui ci possono arrivare anche dei completi estranei che navigano per caso in rete, ma sono convinto che a questi stessi lettori non fregherà una mazza di leggere le vicende di vita di un perfetto sconosciuto e i suoi problemi. Per cui probabilmente non saranno nemmeno arrivati a leggere questa frase, annoiandosi prima.
Comunque, pare che il dialogo possa risultare terapeutico, anche se io continuo ad esser scettico sul mostrare i propri lati deboli al prossimo, dato che per me, "il prossimo", in quanto facente parte della categoria degli esseri umani, altro non è che un subdolo approfittatore che sfrutta le debolezze altrui se ciò può comportare un vantaggio personale.
Questo grado di cinismo si è in me affermato man mano nel tempo grazie a svariate esperienze nella parte del "bersaglio".
Secondo motivo. Ho preferito chiarificare subito l'argomento in modo da evitare il tipico "passaparola" tra le conoscenze, dove la confessione di uno fatta ad una di esse può facilmente passare alle orecchie di altre, e venir man mano travisata a seconda del punto di vista soggettivo di chi la tramanda. Così facendo invece, posso mettere subito in chiaro che personalmente non mi ritengo affatto un pazzo o un tossico nel fare uso di ciò che prendo, nonostante si tenda a pensare così delle persone che fanno questo tipo di cure. E nemmeno credo di diventare atarassico come l' Andrew Largeman di quel "Garden State" che tanto mi rassomigliava. Definiresti un tossico un asmatico che respira dal suo inalatore?
O uno che fa tutti i giorni la chemio per curare la sua malattia?
Ognuno usa il proprio farmaco per curare la propria malattia, dopodichè, vabbè... gli altri possono sempre pensare tutto ciò che gli pare, motivo per cui se qualcuno vorrà considerarmi tale, che faccia pure.
Prendendo un valore ipotetico qualsiasi di lettori di questo blog, credo di poter tranquillamente affermare che è meno della metà il numero di coloro di cui mi importa il parere.
Terzo motivo per cui ho scritto questo post è perchè potrebbe interessarmi sentire l'opinione di chi ha già avuto un'esperienza di questo tipo, o ha lo stesso tipo di farmaco o di problema da affrontare.
E quarto, perchè ci tengo a mettere in chiaro che io sono ben consapevole di averlo questo problema, così come sono consapevole che il farmaco non è la bacchetta magica che se agitata risolve tutti i problemi esistenziali.
Allora perchè prendere questa strada?
Se avete pensato che sia perchè "sono uno a cui piace l'autocommiserazione, il ridursi in miseria volontaria così da frignare e scaricare poi le colpe della propria situazione sugli altri, l'apparire debole e vulnerabile per indurre la gente a schierarsi dalla propria parte", allora siete i gemelli di quelli di prima, qualche paragrafo più su.
A voi rinnovo lo stesso invito di riconsiderare la vostra convinzione di essere bravi a capire le persone, poichè non lo siete affatto.
E poi diciamocelo... siamo tutti pieni zeppi di difetti, per cui, se siete così perspicaci da trarre subito conclusioni su di me, passate un po' più di tempo ad osservare quel vostro lato buio, quello che è marcio e fà schifo, e che manda a quel paese tutti i vostri rapporti interpersonali. Considerate se non sia il caso di dedicargli un esamino di coscienza prima di giudicare gli altri.
E fatelo pensando che un po' di umiltà in più non può che agevolare il quieto vivere e i rapporti tra voi e chi vi circonda e soprattutto sopporta.
Chiusa questa parentesi, dicevo che se c'è un motivo per cui mi sono spinto in questo, non è perchè io sia convinto che sia il placebo, la soluzione finale ad ogni problema... ma perchè preferisco dire chiaramente "non ce la faccio, ho bisogno di una mano", piuttosto che fare l'orgoglioso di sto cazzo, convincendomi stupidamente che tutto alla fine si sistemerà perchè i buoni meritano di vincere,e intanto passare le giornate nell'apatia, nel vuoto di speranze che non ci sono e di aspettative che non si avvereranno.
Prendo questa strada perchè sono ormai più o meno 11 anni che continuo a lottare contro i mulini a vento.
Ma la testardaggine fà si che si continui a combattere, sempre, perchè non ci si vuole mai arrendere, perchè si sa di volere ed abbisognare quella preziosa merce che è la Felicità, e che non è il bicchiere-di-vino-con-un-panino, per la miseria!
Intanto il tempo passa, e ogni anno ci si ritrova a piangere per l'ennesimo sbaglio, che ti dà sempre la mazzata più forte di quella precedente, ma che, nonostante ciò, ti fa insistere. Magari sei lì che gridi che l'anno dopo sarai felice e sarai sereno, perchè magari in quel momento stai già mettendo nuove convinzioni su una nuova persona-cardine, qualcuno che reputi vero, differente dalla massa, che stai stimando e che pensi ti apprezzi a sua volta, che ti voglia conoscere a fondo come nessun altro ha mai cercato di fare per davvero.
Ma c'è sempre il tempo che passa, e che fa finire le magie. Perchè magari anche questa persona, piano piano, si allontana, rendendo insignificanti le convinzioni che ti eri fatto, e cominciando a comportarsi come tutte le persone sbagliate che avevi conosciuto prima.
E tu non sei più la perla rara che pensavi di essere ai suoi occhi, no... ti accorgi che passi in secondo piano, poi in terzo, in quarto...ed infine sei diventato soltanto "uno dei tanti". Uno che, si, "ogni tanto due chiacchere spiccie si possono fare", ma niente confessioni o discorsi profondi come tra amici, o più che amici.
E allora giù per l'ennesima volta, magari sei di nuovo lì che ricominci ad aspettare la prossima "bella" persona, perchè sai che la solitudine è molto peggio. Rivivi la solita scenetta che hai vissuto tante volte. Il solito copione di un film senza una vera trama da sviluppare. Magari hai creduto a qualsiasi genere di cosa, come nel mio caso il Karma; ma non tanto per la convinzione in sè, ma più perchè l'idea che tutte le cose, anche quelle brutte, abbiano un senso, e che prima o poi ogni "buono" abbia la sua chance...è semplicemente il pensiero che più ti piacerebbe veder avverato.
Ma intanto che aspetti la tua giusta rivalsa, vedi gli altri che "vincono e ottengono", e li odi, come odi te stesso per non avere più la forza di alzare la voce e dire quel grosso "Fanculo" alle persone a cui dovevi dirlo già da tempo e a cui non l'hai mai detto. Magari in passato ti sei sempre fatto forza, e le hai provate tutte per uscirne. Come un pugile a cui continuano a suonarle di santa ragione ma che, imperterrito, si rialza.
Ma anche il pugile più tosto, dopo l'ennesimo uppercut ben assestato, va giù. E l'arbitro sta contando il k.o. tecnico. Stavolta il pugile non può rialzarsi da solo, deve sentire il gong e poi esser portato fuori a braccia. E allora ecco, questa strada è la mano che è stata tesa a me...
E non me ne può fregare un cazzo di cosa possa pensare la gente. Anzi, che continuino a pensare che sono un povero frustrato bambinetto immaturo, perchè preferisco rimanere bambino se i "grandi" sono loro.
Io sono sempre quello che non troppi anni fa citava Bassi Maestro, perchè anche per me, come per lui, "certa gente dovrebbe andare a fuoco o crepare in qualche cazzo di incidente", è solo che mi sono ammortizzato troppo, e come ha detto qualcuna: "impappamollito".
Forse un giorno io, e i poveri stronzi come me, rideremo delle persone che ci hanno svilito, deriso, accantonato come spazzatura. Rideremo dei loro fallimenti, dei loro cuori infranti e dei loro castelli di carte caduti in un alito; il tutto quando il cinismo, il rancore e il fastidio, o perchè no... la troppa depressione, ci avranno dato quella giusta dose di cattiveria da permetterci di salire nuovamente sul ring e menare come fabbri.
E magari sarò di nuovo quello scurrile schifato che aveva insulti per tutti, che sputava veleno come un minimo ho già fatto anche in questo sfogo.
Ma questo è ciò che un giorno sarà, nel frattempo io la strada per cominciare ad uscirne l'ho intrapresa, e si, provo a seguirla.
Perchè preferirei vedermi assuefatto da un umore artificiale, piuttosto che sdraiato, prima o poi, da qualche parte con accanto il classico foglietto con scritto: "addio mondo crudele".
E questo è quanto.
Buon Natale.
Show me what it's like, to be the last one standing
And teach me wrong from right, and I'll show you what I can be
Mangiare cioccolato fondente, fare sesso, evitare di guardare le soap opera e ridere tanto: questi solo alcuni dei dettami da seguire per stimolare il cervello. In inglese si chiama BLISS ed è l'ultima moda in fatto di stimolazione cerebrale. Ne dà notizia il britannico Guardian.
BLISS è un acronimo che in italiano si traduce in cinque regole per vivere meglio e avere la mente più ricettiva. Primo fare delle cose che danno piacere al corpo, secondo ridere, terzo essere aperti agli altri, quarto cercare di essere soddisfatti, quinto fare sesso. Il BLISS e molti altri segreti per far funzionare meglio il proprio cervello sono contenuti nel libro "Teach yourself training your brain" di Terry Horne a Simon Wootton che molti inglesi ritroveranno sotto l'albero di Natale visto il grande boom di vendite. Il libro è una raccolta di articoli scientifici in cui, negli ultimi anni, è stato dimostrato quali siano i cibi o le attività che stimolano il cervello a funzionare in maniera ottimale. Cioccolato fondente e sesso aumentano la produzione di serotonina; dopo aver mangiato il cioccolato o dopo il coito il cervello è più creativo, più appagato e più calmo e, soprattutto, è in grado di prendere decisioni più razionali. Al contrario fumare marijuana o guardare le soap opera o programmi simili in tv annichilisce i neuroni. Hanno lo stesso effetto i video games anche quelli di tattica; perfino il famigerato sudoku non stimola il cervello come una sana risata. Fonte: Campbell D. How to get your brain up to speed. The Guardian 2007; 2 dicembre.
Mi sa che mi tocca cominciare ad ingozzarmi di cioccolato, perchè per il resto....
"Come mai so tutto questo?
Perchè nessuno comprende l'importanza del sesso quanto uno che non riesce a farne."
This is my December, this is my time of the year
This is my December, this is all so clear
This is my December, this is my snow covered home
This is my December, this is me, alone
Fa un po' strano fare ritorno in un luogo che hai vissuto per anni in una certa maniera, e trovarlo diverso, cambiato, non bello come prima.
Eccomi dunque nuovamente nella casa dove ho vissuto per 17 anni, ma che vedo come se fosse la prima volta.
Non c'è camera mia, le mie cose sulle mie pareti non ci sono più, ed ora dovrò vivere per non so ancora quanti mesi in quella mansarda che non era una camera in sè, ma il luogo che consideravo come una sorta di "studio".
Anche se poi era più il luogo del cazzeggio più che dello studio.
Fino a cinque mesi fa, questa era la stanza dove ascoltavo musica mentre giocavo alla playstation, dove guardavo i miei dvd, dove passavo la maggior parte del tempo collegandomi a internet per tenere incollate le conoscenze acquisite in 5 anni di tempo perso, e inseguire sogni che poi non si sono mai avverati, o sono durati troppo poco, o erano solo illusioni.
Osservo nuovamente questo luogo, ma stavolta lo faccio da un punto di vista diverso.
Non c'è la voglia di riprendere da dove avevo lasciato, di sprecare altro tempo per capire cose e persone così diverse ma al contempo così uguali a me. Mi sono visto sprecare gli ultimi 4 anni senza fare praticamente niente, lasciando passare i giorni in attesa di una svolta.
Bè, la svolta c'è stata... e la svolta è finita ieri quando ho nuovamente rimesso piede qui.
Forse sono cambiato. Non nel carattere, poichè sono sempre il debole che ero prima, ma forse nell'animo si, qualcosa si è fortificato a conclusione di questa esperienza, qualcos'altro si è sgonfiato e si è gelato come l'inverno che mi appresto a trascorrere.
Il 21 dicembre l'inverno inizierà ufficialmente, ma in me è già arrivato da molti mesi a questa parte.
L' "io" che si affaccia nuovamente in casa mia è un ragazzo il cui lato romantico è completamente azzerato. Non c'è più la voglia di dare e fare tutto per una persona sola, ma solo la necessità di avere una sincera compagnia da parte di chiunque, purchè il cuore resti leggero e la smetta di prendere calci, botte, schiaffi.
Anche il sex-appeal è azzerato, tanto la consapevolezza che l'unica donna che accetterà mai una relazione seria con me sarà la classica "Ugly Betty" con gli occhiali, l'apparecchio odontoiatrico e tutto il resto, è ormai instaurata e data per scontata.
Azzerata è anche l'autostima, o meglio, quel piccolo residuo che era rimasto vivo prima di partire ad inizio estate, e che è sparito pian piano, mentre guardando e ascoltando le persone più grandi di me che mi circondavano, capivo come il mondo ragiona.
Perchè quando non hai la fortuna di fare colpo con l'aspetto e con la bellezza, devi buttarla sul comportamento, ed era quello in cui mi sono sempre sentito forte, con la mia sensibilità e la mia razionalità da mettere in ogni situazione.
Si può bene immaginare quindi che duro colpo è stato scoprire che, in realtà, la maggioranza delle donne preferisce l'uomo rude, "il trucido", il cavernicolo.
Cosa che in effetti è un po' strana; infatti non comprendo come mai facciano di tutto per esser considerate alla pari degli uomini e poi vadano a perdere la testa per soggetti che metteranno la loro relazione su una base patriarcale, snobbando invece i poveri "svantaggiati" che si, magari sono un po' più timidi e riservati, ma che almeno le tratterebbero come loro pari. ("teoria dello svantaggiato")
Ma vabbè, inutile pensarci. Citando la puntata di Veronica Mars: "sono i cattivi ragazzi quelli che conquistano le donne"... e poi io ho già la mia ugly betty che mi starà aspettando da qualche parte, no? Che culo...
C'è un "io" un po' diverso qui, ora. Uno che ha delle cose da fare, da portare avanti e da realizzare. Come un robot costruito per svolgere determinati compiti, io mi metterò a studiare per questa università e probabilmente limiterò, spero stavolta non azzerandoli, i possibili divertimenti e i contatti umani che potrebbero generare sì nuove mète, nuove ambizioni, ma a cui ora non mi sento di volerci pensare.
Un messaggio banale in risposta ad una mia lettera scritta sinceramente e col cuore in mano, terminava con un: "stai bene, mi raccomando".
Ma mi chiedo, si può davvero stare bene soltando volendolo?
Penso che se uno di base è svuotato da ogni tipo di emozione, di calore, potrà anche trovare dei momenti, degli sfoghi di puro divertimento spensierato... ma una volta terminati quei momenti, il suo umore tenderà a tornare al "livello base". A meno che ritrovi dei valori per i quali lottare, dei nuovi traguardi spirituali da raggiungere; come nella maggior parte dei film di fantascienza in cui i Robot imparano a pensare e a provare emozioni, come gli esseri umani.
Ma all'inizio, il corpo del robot è vuoto e freddo. Circuiti e Metallo.
Si riavvia il sistema allora con un nuovo capitolo.
Si riparte da zero.
Perchè è ricominciato l'inverno.
And I give it all away
Just to have somewhere to go to
Give it all away To have someone to come home to
Bè, mi sentivo in dovere di ammetterlo... quindi rieccomi qui ad affermare, come presumo staranno facendo la maggior parte dei bloggers a questa precisa ora di questo preciso giorno, che mi sono emozionato alla grande nel vedere Roberto Benigni leggere il V Canto dell'Inferno dantesco.
Farà anche "opinione-in-seguito-a-moda-del-momento", ma sentirlo parlare con estrema convinzione e fede di quella stupenda cosa che è l'Amore, e sentirlo poi leggere le parole di quel grande personaggio che era Dante Alighieri, mi ha riempito davvero il cuore. E per questo lo ringrazio.
Perchè ha detto la più grande verità: "senza l'amore la vita dell'uomo non ha senso".
Sarà forse anche il motivo per cui vedo vuoto e senza senso questo attuale periodo della mia vita?
"Ma io non sono fatto per stare in panchina..." (cit. Logan Echolls)
Lasciando perdere la provenienza della citazione, conta il messaggio.
In me c'è un forte "io competitivo", e mi piace, mi è sempre piaciuto, perchè è ciò che quando giocavo a calcio mi dava la forza di non arrendermi fino al fischio finale, mettendoci tutto (cosa che faccio tutt'ora anche nelle partite che non contano un cazzo).
E' ciò che aumenta la mia, strana ma inesauribile, convinzione di essere un Diamante in mezzo a volgari palle di vetro, che le persone, soprattutto le donne, riusciranno prima o poi a scoprire e arriveranno tutte in blocco a desiderarmi, lottando tra loro per avermi in stile "American Gladiators"... sicuramente qualcuno se lo ricorda.
Si, è esagerato, lo so; di fatto, probabilmente, in realtà o non valgo niente io e hanno ragione tutti gli altri, oppure ho una fiducia e una stima troppo alta verso il genere femminile, che dovrei forse riconsiderare e abbassare, diventando un po' più maschilista.
D'altra parte, al contempo, io odio la mia parte competitiva. E il motivo è semplice: essa è talmente forte e radicata, che quando le cose in realtà poi finiscono male, mi ci fa rimanere di merda, ma talmente di merda da aumentare alla grande il mio già alto livello di depressione.
Non pretendo di fare un'analisi da psicologo, o filosofeggiare in merito, niente di tutto ciò... in realtà credo di aver solamente un esagerato bisogno di Successo.
Mi manca quello; la gratificazione che un successo, in qualsiasi ambito, ti può portare. Quegli attimi di pura, adrenalinica euforia, che ti pervade nei momenti successivi a una vittoria (e non a caso una delle mie citazioni preferite è quella di Vince Lombardi).
Nella vita ci sono stato spesso in panchina, anche alcune volte in cui probabilmente non lo meritavo... e non ho mai detto niente, non ho mai forzato, insultato, attaccato chi mi ci aveva messo. Ora però voglio davvero vincere, perchè le Qualità le ho, e le posso usare, cerco di usarle. E farò il famoso passo in più se vedrò che c'è qualcuno che si sforza di camminare nella mia direzione, o spingerò per terra chi invece si è voluto allontanare.
Non ho bisogno di finte amicizie, finte gioie e frasi di circostanza, non ho bisogno di tenere in mano mille fili per non perdermi nel tempo le persone, anzi, che si perdano... dato che potevano benissimo tenere anche loro il filo che le legava a me.
Tutto ciò che desidero è una mega Vittoria, una Vittoria schiacciante, potente, una dose di adrenalina pura, un Delirio d'onnipotenza esponenziale, una Rivincita che sia dolorosa e terribile per chi la subisce.
Una Vittoria, semplicemente questa.... o in alternativa, degli Antidepressivi, grazie.
"il Primo vince, è l'unica regola del gioco. E' solo...
il Primo, il Primo, il Primo, il Primo!
Non voltarti mai, non voltarti mai,se vuoi essere il Primo, lo sarai!"
I feel nothing but joy and pride and happiness
Nothing but cheerfull face with kindness
I feel nothing but oceans of love and forgiveness
For you and your sweet (boy)
Please ignore the particular way I smile
Take no notice of the blood on the lip I bite
I am still your friend
There is no denying
For you and your new (boy)
I hope you find somebody who
will love you like I do...
Sono ormai distante pochi giorni dalla fine della mia esperienza romana.
No, non ho già rinunciato al progetto che avevo in mente e no, non ho intenzione di abbandonare per la terza volta un corso di laurea... semplicemente non ho più bisogno di questa città, e dovrò spostare altrove la mia "base operativa".
Diciamo che più che una nuova vita, come all'inizio pensavo, è stata una vacanza di 5 mesi in cui ci ho lasciato giù 1300 euro e varie convinzioni. Ora si tratta solamente di cambiare locazione dove magari diminuire le perdite contanti e ricominciare a convincersi su altre cose, cambiare punti di vista.
Non che Roma non mi piaccia, certo in molti aspetti ci ho ritrovato le stesse critiche che ho mosso per anni alla nordica città dove ho vissuto fino all'età di 23, ma non esistono luoghi perfetti.
Sono fermamente convinto che ogni posto in cui ci si trova, viene vissuto in un determinato modo che varia a seconda dell'umore e della fase di vita che si attraversa in quel periodo.
Sicuramente c'è anche una componente magica, del tutto attribuibile al luogo, che scatena nelle persone determinate sensazioni, determinate emozioni che si possono provare solo vedendo altre città, altri posti, altri stili di vita... ma a mio avviso tutto ruota sul fulcro del "momento" che si attraversa nella vita e a tutto il bagaglio relativo ad esso che ci si porta dentro.
Così può succedere che tu possa trovarti anche nel posto più bello della terra, ma esso sarà sempre vincolato, e in futuro ricordato, in base al sentimento specifico che tu, la tua mente o il tuo subconscio, ha attribuito ad esso.
Nel mio caso, se dovessi utilizzare un sentimento per definire come ricorderò roma...quello sarà senz'altro l' Amarezza.
quando partii per trasferirmici, il 9 luglio, tutti notarono come la mia valigia portasse ben pochi vestiti e oggetti personali; tutti tranne me.
Vero che sono uno che è sempre stato abituato ad avere un armadio decisamente poco pieno, ma quando ci ho riflettuto meglio, ho capito che non avevo minimamente fatto caso a quel particolare perchè per me non era importante il bagaglio materiale che mi portavo, ma quello che avevo in testa.
La mia mente era piena di speranze, frasi, parole, immagini, illusioni e convinzioni, che se in qualche modo fosse stato possibile trasformarle dall'astratto al concreto, ci avrei riempito non uno, nè due, ma forse tre borsoni interi.
Nella mia testa c'era tutto ciò che mi serviva per trasferirmi in una nuova città, mentre nel bagaglio a mano c'erano solo quegli oggetti materiali strettamente necessari per permettermi di vivermi quella nuova esperienza.
Progetti, idee, obiettivi, grandi speranze; avevo tutto quello che era importante avere. Una di queste speranze, in particolare, era dolce come la melodia di un pianoforte, delicata come lo sfiorarsi di due labbra, e resa tangibile nella sensuale immagine, puramente femminile, del corpo che la impersonificava.
Quando perdi un bagaglio in un viaggio (o meglio, quando le compagnie aeree solitamente te lo perdono), ci rimani male, perchè sei costretto a fare la vacanza senza i tuoi oggetti, la tua roba... ma sai che poi ne ricomprerai altra di roba, da indossare e da usare.
Il problema del bagaglio mentale, invece, è che la roba che ci tieni dentro è difficile da ricomprare nel caso te la perdi. Ed ecco allora che nei 5 mesi di vacanza, il bagaglio mentale che all'inizio avevo portato pieno, ha cominciato a perdere oggetti, molti dei quali sono "irreplaceable", per dirla alla beyoncè.
Tu cerchi di ricomprarli, ci provi, ma poi vedi che il souvenir che stai per prendere non ha le stesse caratteristiche dell'oggetto che avevi tu, o non ha lo stesso prezzo, o non è fatto dello stesso materiale... e alla fine non lo compri. E quando non trovi niente che rimpiazzi quelle cose, rimani col vuoto dentro, un vuoto che ti fa arrivare al punto da prendere la decisione di rifare le valigie e dire: "ma io che ci sto a fare qua?"
A quel punto la magia è finita, non c'è idillio, non c'è illusione che tutto sia bello e a portata di mano, c'è solo quell'amarezza che ritrovi in ogni via, in ogni locale, in ogni stazione della metropolitana che ti dà da pensare.
Ed è per questo che so che, in futuro, quando ripenserò a questo breve ma intenso periodo di vita e a questa città, non ci potrò che associare la parola "amarezza".
Ma in ogni mezzo fallimento c'è sempre un lato positivo, che in questo caso è rappresentato dalle persone; quelle con cui hai socializzato per tanti mesi, quelle che hai ammirato e apprezzato, quelle che già conoscevi e che non vuoi abbandonare lasciando che siano solo ricordi, foto, messaggi sul cellulare.
Farò di tutto per non perdere il contatto, per tornare a trovarli quando si presenterà l'occasione, fino a che le strade di ognuno prenderanno, inevitabilmente, il proprio corso lontano dalle altre.
Si cambia domicilio.
Fortunatamente sono un tipo di persona a cui non importa in che città ci si trova e cosa questa ha da offrire, poichè necessito solo di piccole comodità essenziali come un tetto, un letto, un supermercato dove rifornirsi di viveri, un locale dove bere e svagarsi, internet e la corrente elettrica... il resto lo fanno le persone di cui mi circondo.
Per finire, da una parte "Grazie Roma"... per ciò che mi hai offerto e le emozioni che comunque mi hai trasmesso, anche nelle piccolissime cose. Ho sempre pensato (e continuo a farlo), che le persone che fanno commenti per strada quando passano accanto ad altre siano trogloditi, e soprattutto nelle ragazze, che dovrebbero in linea teorica essere più calme e sdolcinate, non è una qualità che permetta di stimare come "alto" il loro livello culturale.
Qui ne ho viste parecchie, ma devo ammettere che, per chi è spesso giù di morale e ha un livello di autostima pari a zero, anche queste piccole cazzatine possono far piacere, facendo capire che, tutto sommato, c'è anche chi ti apprezza.
Dall'altra parte... "Vaffanculo Roma", per esser stata comunque dura e spietata nei momenti più bui, e per tutte le piccole cose che odio di te. Domanda: ci tornerai? Sicuramente si, di passaggio... ma a viverci non credo.
Per tornare a viverci dovrei nuovamente avere quel bagaglio ricco e colmo... e negli ultimi mesi sto viaggiando decisamente leggero...
'Cause I would lay your body down and rock your tears away
But it's much too late for now to be like yesterday
And the time is running out and we still have to say...
Goodbye
Questo è un badge Flickr che mostra le foto di un set chiamato 1. Crea il tuo badge qui.
fanlist
hatelist
mix
Top Telefilm
Scrubs ↑ Prison Break ↑ C.S.I. ↔ Friends ↔ My Name Is Earl ↔ Nip/Tuck ↓ C.S.I New York ↑ Veronica Mars ↔ The O.C. ↓ C.S.I. Miami ↔ X-Files ↔ Twin Peaks ↔ Macgyver ↔ The Fresh Prince (Willy il Principe di Bel Air) ↔ Family Matters (8 Sotto Un Tetto) ↔